Presentazione "Non so più dove cercarti" con Alessio Biagi e Elisa Marangon

Non so più dove cercarti – Alessio Biagi

Dopo “Prenditi tutto quello che ho“, Alessio Biagi torna con un nuovo romanzo dal titolo “Non so più dove cercarti“, edito da Meligrana Editore. Questa volta Biagi ci accompagna alla ricerca di Valentino, un cantante italiano di fine anni Cinquanta, scomparso nel nulla e dimenticato da tutti.

Quando un giornalista della rivista “La Musica”, protagonista del romanzo – o meglio coprotagonista-  riceve dalla fidanzata un 45 giri di Miles Davis, non può credere ai propri occhi, ma questo regalo gli riserverà una brutta sorpresa. Infatti, all’interno della confezione troverà un vinile dello sconosciuto Valentino. Potete ben immaginare la delusione, mista a rabbia, del protagonista che si ritrova tra le mani l’opera di un cantante mai sentito prima. Ma, come spesso accade, l’errore della fidanzata si rivela un colpo di fortuna: dopo aver ascoltato i due brani contenuti nel vinile,”Niente” sul lato A e “Vuoto” sul lato B, il protagonista comprende la genialità dell’autore ed è certo che Valentino sia in realtà il più grande cantautore della musica italiana.

Ma chi è Valentino?

Che fine ha fatto?

Proprio queste domande porteranno il giornalista dall’altra parte del mondo, alla ricerca del cantante che ormai è diventato il suo chiodo fisso. Un viaggio che rappresenta soprattutto l’evasione del protagonista da paure ed insicurezze e che lo trasformerà in un uomo nuovo.

Durante la serata “Letture da Dieci – Special Edition”, Elisa Marangon, attrice, cantante e musical performer, ha interpretrato alcuni brani tratti dal romanzo “Non so piú dove cercarti”, mentre il nostro ospite, lo scrittore Alessio Biagi, ci ha concesso un’interessante intervista.

 

Ecco cosa abbiamo scoperto!

 

1) In “Non so più dove cercarti, la musica è molto importante, così come in altri tuoi romanzi. Anzi, qui è il vero motore della storia. Non è che Alessio Biagi è un musicista intrappolato nel corpo di uno scrittore?

Assolutamente sì. E’ vero, se avessi potuto scegliere, avrei voluto essere una rockstar!!! Qualche tempo fa il mio amico Francesco Gabbani si trovava sopra al palco del Festival della Canzone Italiana a Sanremo ed io lo guardavo con ammirazione, ma anche con un po’ d’invidia. Infatti pensavo che mi sarebbe piaciuto aver l’opportunità di stare su quel palco e guardare il “mondo” da quella prospettiva, 40 cm sopra agli altri. Ma quella non è la mia attitudine: sono stonato e non suono abbastanza bene la chitarra! Sfogo questa mia frustrazione nei miei libri parlando di musica!

 

2) Quando il protagonista ascolta per la prima volta “Vuoto”, fai una descrizione molto precisa della melodia. Ti sei ispirato a qualche canzone reale oppure no?

 

In effetti “Vuoto” ha lo stesso giro armonico di Imagine. Sono gli stessi accordi leggermente modificati. Ho voluto omaggiare questa canzone, perché ” Vuoto” rappresenta una delle canzoni più importanti nel racconto e doveva essere giustamente rappresentata, e qual è la canzone per eccellenza? La scelta è stata facile.

 

3) Il protagonista del romanzo non ha un nome. Forse perché Valentino è un’entità, di cui conosciamo soltanto il nome, e, per contrasto, volevi che il protagonista fosse un personaggio senza nome?

No, in realtà lui non ha un nome perché il romanzo è stato scritto in prima persona e dopo una sessantina di pagine mi sono accorto che non lo avevo ancora nominato, così ho deciso di lasciarlo anonimo fino alla fine. Però è molto più intelligente la vostra versione, che sicuramente adotterò come mia!

 

4)Il protagonista ha un atteggiamento diverso con le persone (soprattutto con Monica, la fidanzata) rispetto a Mia, la sua gatta, come se avesse due personalità distinte. È stato un modo per sottolineare le difficoltà che ha nei “rapporti umani”?

Innanzitutto il gatto Mia non gli urla contro, ed è molto più facile da gestire. Però mi piaceva il fatto che il lettore, che assisteva alle conversazioni con le persone e ai dialoghi con il gatto, riuscisse a distinguerne la differenza. Anche perché il suo gatto lo capisce molto bene, infatti c’è una scena in cui il protagonista litiga con Monica, lei infuriata sbatte la porta e scappa via, ed a quel punto il protagonista viene raggiunto dalla gatta che lo guarda e miagola, così lui, che la capisce, le risponde dicendo: “Sì è sempre colpa mia”.Il rapporto più vero alla fine è quello con Mia.

 

5) Un tema fondamentale del romanzo è il “viaggio” . Infatti parallelamente al viaggio alla ricerca di Valentino, abbiamo quello interiore del protagonista. Vuoi parlarne?

In realtà, ho scoperto che tutti i protagonisti dei miei romanzi compiono un viaggio, breve o lungo che sia, ma il protagonista di “Non so più dove cercarti” non compie un vero e proprio viaggio, bensì approfitta della ricerca su Valentino per scappare. Lui, abituato ad allontanare le persone, si sposta fisicamente dal luogo che ritiene la sede del suo dolore, andando persino oltre Oceano, ma sarà proprio attraverso questo viaggio che troverà l’ispirazione per quella che sarà la sua nuova vita. Credo che la ricorrente presenza di spostamenti in tutti i miei romanzi sia dovuta in parte al fatto che i miei personaggi si sentano “stretti” rimanendo in un solo luogo, ma soprattutto perché ritengo che il viaggio, sia quello fisico che quello mentale, porti ad un miglioramento o, come minimo, ad una maggiore consapevolezza di sé. Per questo li faccio viaggiare.

 

6) Per quanto riguarda i luoghi scelti : Stroppiana-Vercelli, il Lago di Como e il Venezuela, per quali motivi li hai scelti? Cosa ti lega a loro?

Ho deciso di ambientare parte del mio romanzo a Stroppiana per rendere un omaggio alla mia fidanzata, poiché è il luogo dove risiede la sua famiglia, insieme a Vercelli. Ci sono stato recentemente e ci tornerò l’11 Dicembre, quando verrò accolto ufficialmente dall’intera cittadina. Inoltre il suono Stroppiana mi piaceva molto e si adattava bene alla storia che stavo raccontando.

Il Venezuela è il luogo con il più alto tasso di criminalità al mondo e dove statisticamente avvengono più omicidi, perciò diciamo che non sarebbe la mia meta ideale, ma lo scelsi per due motivi. Innanzitutto perché la vita di Valentino è ispirata alla biografia di Luigi Tenco, a cui io sono molto affezionato, e Tenco riscosse un enorme successo nell’America del Sud, nello specifico in Argentina. Così decisi di rendergli omaggio creando un protagonista che ne “copiasse” le orme e trovasse successo in Sud America, però optai per il Venezuela poiché desideravo che Valentino andasse in un luogo difficile come quello. Inoltre perché  lui è diventato famoso grazie alla sigla di una telenovela, la cui terra d’origine è proprio il Venezuela.

In fine Como: ci sono stato e l’ho scelto poiché avevo bisogno di un luogo “figo” dove far risiedere un personaggio molto speciale.

 

7) Un altro tema ricorrente, nei tuoi romanzi, è il difficile rapporto genitori/figli, anche se, questa volta, è descritto in modo meno crudo. Nel romanzo risultano molto più evidenti le problematiche familiari di Valentino, ma anche il protagonista ammette di essersi allontanato dalla famiglia. Come mai questo argomento è sempre presente nel tuo lavoro?

Sì, è un tema che “salta fuori”, sebbene io abbia uno splendido rapporto con i miei genitori. Infatti in “Mai amato abbastanza” per esempio la figura del padre è estremamente negativa e mio padre, che ha anche lo stesso nome del personaggio, quando uscì il libro, mi chiese “Ma non è che adesso le persone pensano che anche io sia così?” Naturalmente lo rassicurai.

 

8) Raccontaci qualcosa dei personaggi femminili di questo romanzo. Sono molti e hanno tutti un ruolo importante nella storia.

Dunque il personaggio di  Monica, è difficile da affrontare perché viene sempre collegata alla mia fidanzata, ma in realtà non è assolutamente lei.

Sarebbe quasi impossibile descrivere in parole la persona di cui si è innamorati, inoltre le dinamiche del loro rapporto sono completamente differenti dalle nostre, quindi nel giro di qualche pagina si capisce subito la differenza che esiste tra Monica personaggio e Monica persona. Sebbene io rubi dal mio quotidiano, i personaggi dei miei romanzi prendono propria vita e quindi si evidenziano da soli per il loro carattere.

Monica è come molte donne una “eroina”, infatti per poter stare insieme ad un uomo così ci si deve innalzare quasi alla santità. È una che ama incondizionatamente e io stesso scrivendo la sua storia mi domandavo come potesse tornare sempre dal protagonista.

Le altre donne presenti in “Non so più dove cercarti”, come in ogni mio romanzo, sono sempre ben caratterizzate e descritte maggiormente rispetto agli uomini, poiché sono sempre la parte più interessante. Sia Bianca che Monica, che possono essere considerate le due principali figure femminili di questo romanzo, sono molto ben caratterizzate, sono donne forti, affascinanti e fascinose che non si possono descrivere in maniera poco dettagliata.

 

9) Perché Annalisa, così entusiasta della “missione” del protagonista, viene quasi dimenticata da lui? Tu che parli con i tuoi personaggi, le hai chiesto cosa ne pensa?

Annalisa mi ha tolto l’amicizia su Facebook. Lei subisce il fatto strano che “Alcuni uomini non richiamano”, infatti sebbene il protagonista inizialmente abbia realmente l’interesse a continuare questo rapporto, poi verso la fine, quando inizia il suo viaggio, lui rivolge le sue attenzioni altrove e come se avesse un “paraocchi” : non vede altro  che Monica. Comunque lei  in realtà aveva capito che qualcosa nel loro rapporto non funzionava.

 

10) Verso il finale, quando ci hai fatto affezionare al protagonista, con i suoi pregi e difetti, gli fai commettere un gesto riprovevole (stiamo parlando di un piccolo ricatto). Perché hai rischiato di renderlo così negativo agli occhi del lettore?

Bè mi spiace, non era mia intenzione. Però lui era arrivato ad un punto dove il suo obiettivo era diventato talmente importante da mettere il sé davanti a qualsiasi altra cosa. Arriva per questo a compiere gesti sgradevoli, come ricattare un personaggio per raggiungere il suo scopo. Probabilmente non avrebbe mai applicato questo ricatto, ma in quel momento doveva usarlo per trovare una soluzione alla ricerca di Valentino, anche perché lui crede in questo modo di trovare una soluzione alla propria vita. Quindi fa queste cose poco carine e fa incavolare il lettore.

 

11) Quanto c’è di reale in “Non so più dove cercarti”?

Direi da tutto e niente!!! Anche se l’ispirazione della storia è un fatto vero, infatti parecchi anni fa ricevetti in regalo un 45 giri di Francesco De Gregori ma all’ interno del vinile vi era della musica Dance anni 80. Io non reagii come il protagonista che s’infuriò con Monica, ma gradii ugualmente il regalo. Poi anni dopo, quando decisi dedicare il romanzo ad un cantautore e rendere la musica protagonista, mentre nei romanzi precedenti risultava quasi in sottofondo,  pensai a come far scoprire il cantautore e scelsi questo aneddoto “il regalo sbagliato”. Il resto del romanzo, come vi ho detto,  è tutto inventato e tutto vero, infatti è troppo difficile trovare una linea di separazione, perché sono tante cose che si mescolano insieme, ovvero tante immagini che abbiamo dentro e che poi tornano fuori.

 

Martina & Roberta

 

 

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