L’amore ai tempi del colera – Gabriel García Márquez

Nuova sfida di “Letture da Dieci Special Edition – Un libro ci salverà” : “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel García Márquez. Questo è il libro della “salvezza” di Beatrice, un’altra partecipante ai nostri incontri mensili.

Lo aveva descritto come un romanzo difficile, ma ricco di passione. Un luogo dove poteva rifugiarsi nei momenti critici. Ma è stato così anche per me?!? 

Sicuramente “L’amore ai tempi del colera” è un romanzo storico di spessore e di non facile lettura, intriso di descrizioni minuziose e talvolta raccapriccianti, di eventi e luoghi di morte o perdizione. Il racconto si snoda tra tre vite legate dall’amore: Florentino Ariza, una figura anonima – definito da altri personaggi  come “l’ombra di un uomo” – che nutre una forte passione per la poesia ed un profondo amore, che talvolta sfocia in ossessione, per Fermina Daza, la donna coprotagonista di questo romanzo. I due si erano promessi amore eterno negli anni della giovinezza, ma poi Fermina si accorge di non provare realmente tale sentimento e lo ripudia, scatenando il dolore del povero malcapitato che decide di dedicare “anima e corpo” alla propria realizzazione professionale così da diventare degno del suo amore.

L’ultimo coprotagonista dell’intreccio è Juvenal Urbino, un famoso dottore di ottima famiglia che ha un’unica cosa in comune con Florentino: l’amore per Fermina. Dopo un serrato assedio al cuore della giovane, Juveal Urbino riesce a sposarla ed a trascorrere il resto della vita insieme a questa splendida donna, forte, intelligente e testarda. Durante la vita coniugale degli Urbino, Florentino continua ad ammirare Fermina, nascosto nell’ombra, ma al momento della morte del dottore – dopo cinquantuno anni di trepidante attesa – decide di dichiararsi nuovamente alla donna che lo aveva ossessionato per tutta la vita. Quale sarà l’esito di questo intreccio? Lo scoprirete solo leggendo il romanzo.

Il mio giudizio è sicuramente positivo: sebbene alcune difficoltà riscontrate durante la lettura di alcuni passaggi particolarmente “crudi” mi abbiano quasi fatta desistere, l’interesse per la sua conclusione mi ha spinta nel continuare.

 

Martina

 

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