M.T.V.M. – Michela Monti

Come 83500, anche il secondo romanzo di Michela Monti, M.T.V.M., ha fin da subito attirato il mio interesse fino a farsi leggere in soli 2 giorni.

M.T.V.M. ha una parte iniziale “dolce”, una sorta di bentornato a casa, durante il quale si incontrano i vecchi personaggi conosciuti nel primo libro: come alcune detenute, diverse persone che Melice aveva conosciuto all’Università, la dottoressa dell’infermeria del penitenziario e un novello che adesso sarà il nuovo Guardiano d’anime al posto di Gabriel, di nome Pete, ma che lei chiama affettuosamente Piccolo.

Alcuni personaggi secondari di 83500, in M.T.V.M., diventano attori principali, affiancando i nostri protagonisti in un’avventura che scorre rapida, sotto l’effetto di una crescente curiosità, tipica dei romanzi gialli. Michela Monti ha utilizzato un’ottima tecnica di continuità narrativa e temporale che culla il lettore in tutti e due i romanzi facendogli credere di non aver mai lasciato la pseudo-eroina del Reburning.

 

M.T.V.M. è ambientato nel presente di Melice, ovvero esattamente dove si era interrotto 83500: a 10 anni dall’omicidio – tempo di detenzione trascorso in Reburning prima di compiere il viaggio temporale – cosa sarà cambiato?

Questa volta la protagonista ricorda il proprio passato e sa che sarà difficilissimo dimostrare la propria innocenza dato che lei stessa si era proclamata colpevole.

Il suo avvocato difensore è suo padre che, dopo la scoperta della sua innocenza, si dedicherà anima e corpo alla sua scarcerazione, naturalmente aiutato da Gab. Sì, il bello e dannato coprotagonista non poteva mancare in questo seguito tutto pepe. Però la sua presenza sarà molto limitata rispetto al primo romanzo, infatti Gabriel ormai è diventato un cacciatore d Cyborg ribelli che vogliono sovvertire lo stato, un compito molto rischioso che lo tiene lontano da Reburning e che non gli permette più di proteggere Mel dalle altre detenute né dai carcerieri.

Per fortuna Melice può finalmente vedere la figlia Sadie, e ricevere visite dalla sorella e da altri personaggi a dir poco particolari che incasineranno la trama di questo intricato giallo.

Durante l’attesa del processo, una rivolta da parte delle detenute-assassine del carcere di Reburning, andrà a complicare ulteriormente la situazione. Ovviamente anche Melice ne rimane coinvolta e questo metterà in grave pericolo sia l’esito del processo, che la vita stessa della protagonista.

Come avrete capito, questo e altri colpi di scena vi terranno incollati alle pagine di questo secondo elettrizzante romanzo, facendovi cambiare continuamente idea: Melice sarà dichiarata innocente… no, colpevole…

Naturalmente non posso svelarvi il finale, ma posso dirvi che, come alcuni indizi lasciati da Michela Monti in M.T.V.M. ci avevano fatto sperare, ci sarà presto un romanzo-seguito.

Martina

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