Negli occhi di mia madre – Titti Federico

Grazie all’iniziativa “Letture da Dieci” ci è capitato di leggere libri dei più svariati tipi, alcuni che non avremmo mai preso in considerazione e che invece ci hanno davvero appassionato, ma del resto il senso di questi incontri era proprio la scoperta di  nuovi generi e la condivisione del  proprio pensiero.

L’ultimo libro che abbiamo avuto il piacere di leggere, grazie alla nuova edizione di questa iniziativa, è un romanzo sorprendente, dal titolo: “Negli occhi di mia madre“. Un romanzo intriso di sofferenza e dolore, ma anche di positività e forza d’animo. L’autrice, Titti Federico, è riuscita a trattare temi difficili, come la Seconda Guerra Mondiale, la separazione dalla propria famiglia a causa di assurde leggi razziali e la sofferenza umana legata a quegli anni, trasmettendo al lettore la forza e il coraggio di coloro che hanno lottato per se stessi o per i propri cari.

Negli occhi di mia madre” è ambientato nella Napoli degli anni ’60, dove Edda Capasso, un’ ottantenne gravemente malata, continua a sognare il momento in cui potrà riabbracciare la sua nipotina Benedetta,  persa durante la guerra. Benedetta, nata da padre italiano e madre polacca, è una dei tanti bambini ebrei che, a causa del nazifascismo, sono dovuti crescere in fretta e che hanno cambiato identità per poter sopravvivere. La vita di Benedetta viene raccontata, in parte, dal protagonista di questa storia, Gaetano Capasso, zio di Benedetta e quasi suo coetaneo. Gaetano descrive minuziosamente gli episodi che hanno segnato la sua esistenza, gli eventi che l’hanno reso l’uomo cinico ed impenetrabile di oggi, la paura e la sofferenza che ha toccato da vicino lui e il suo mondo. In tutti i suoi racconti, però, vi è sempre un punto fermo, sua madre. Donna Edda è sicuramente una delle figure più positive di questo romanzo. Si fa carico dei problemi altrui senza esitazione ed insegna agli altri a sperare ed a guardare il mondo con occhio  positivo. Una figura analoga è Irina, una ragazza polacca che lavora come assistente sociale nel ghetto di Varsavia : anche lei è un’altra donna pronta a sacrificarsi per salvare gli altri.

Titti Federico con le sue parole trascina il lettore indietro nel tempo e gli permette di vivere in prima persona episodi tragici, talvolta raccapriccianti, che hanno caratterizzato quel periodo. Un romanzo che sicuramente vi provocherà sofferenza, ma vi farà anche riflettere sulla situazione attuale nel mondo. Infatti, si possono trovare molte analogie col presente, anche se il nemico è cambiato. La storia può dare grandi insegnamenti e ci dovrebbe aiutare a non commettere più gli stessi errori, anche quando la ritroviamo all’interno di un romanzo di fantasia. 

Martina & Roberta

 

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