Il Quadrivio

Samuele.

Mentre tornava a casa, Samuele controllò nuovamente lo scontrino della pasta fresca e borbottò tra sé e sé: ”20 euro! Ma può costare così tanto mezzo chilo di tortellini? Come se non avessi speso abbastanza per oggi!”
Pensò a sua moglie Daniela, che lo aveva costretto a prendere una giornata di ferie per accompagnarla ad una visita di controllo dal dentista che, oltre a fargli perdere un sacco di tempo, gli aveva pure dimezzato il portafogli. Aveva provato a convincerla ad andare all’ Asl, per risparmiare un po’, ma non c’era stato nulla da fare. E poi che dire di Maria, la bella tabaccaia, che da due mesi gli faceva gli occhi dolci? Proprio oggi doveva compiere gli anni? Lui neppure lo sapeva, ma lei non aveva esitato ad informarlo. Gli aveva scritto un biglietto e lo aveva nascosto nel pacchetto di sigarette che gli aveva passato sottobanco la sera prima. “40 anni!Un traguardo importante e poi come se li porta : sembra una ragazzina! Speriamo non si aspetti nulla di costoso , in fin dei conti sono solo due mesi che ci frequentiamo … ”
Così mollata Daniela, che dopo il dentista, per rilassarsi aveva deciso di andare dal parrucchiere, Samuele aveva iniziato a girare per Pisa, cercando di farsi venire un’idea : “ Un libro? Non so che genere le piace e poi potrei fare la figura del tirchio”, pensò, mentre si lisciava la barba, che iniziava ad ingrigirsi, “Un gioiello? Ora non esageriamo!”. Capitò di fronte ad un negozio di borse quasi per caso, “Come ho fatto a non pensarci? Tutte le donne amano le borse!”. Entrò e scelse una piccola ed elegante pochette rigida, “Bella e,viste le dimensioni ,anche poco costosa, farò un figurone!”. Arrivato alla cassa aveva scoperto che “piccola” non era esattamente sinonimo di “ economica” , ma la commessa lo stava guardando piena di ammirazione per il suo buongusto e non poteva più fare marcia indietro.
Per riprendersi da quella batosta si meritava decisamente una bella birra ghiacciata con gli amici al Bar Collo, dove si riunivano tutti i giorni. Purtroppo però, non aveva calcolato che il parrucchiere della moglie era proprio davanti al bar : Daniela lo aveva visto entrare con la shopper del negozio di borse più costoso della città e, credendo che il marito le avesse fatto finalmente un regalo decente, si era precipitata da lui ancora con i bigodini in testa. Samuele era sbiancato e gli amici, che sapevano della tresca con la tabaccaia, sghignazzavano, mentre la moglie  scartava il pacchetto, tutta contenta.
“Sono punto e a capo!”, pensò Samuele, “Ma non comprerò un’altra borsa! Andrò in libreria e se penserà che sono tirchio, troverò il modo di rifarmi!”
Comprato l’ultimo libro di una scrittrice di romanzi rosa, s’incamminò verso casa di Maria.
Dato che ormai era tardi per andare a casa della festeggiata, la invitò a prendere un aperitivo , in un bar di periferia, dove nessuno li conosceva. Le consegnò il regalo , “Sembra che le piaccia, meno male!”, pensò, “Ma ora che faccio con il conto? Di solito tocca al festeggiato. Forse però sta male non fare neppure il gesto. Tirerò fuori il bancomat e sicuramente lei insisterà per pagare”. Chiacchierarono per un po’ e al momento di pagare, Samuele ricordava decisamente un bradipo nel porgere il bancomat al barista, anche se Maria non sembrò notarlo e andò a rifarsi il trucco. Proprio allora lo chiamò Daniela per sapere che fine avesse fatto e se poteva fare un salto a comprare i tortellini.
Il bar si trovava in un piccola piazza e Samuele aveva notato che dall’altro lato c’era una pasta fresca. Pensò di avere, avuto una volta tanto, un colpo di fortuna, ma dopo aver visto il conto, si arrese all’evidenza : la dea bendata si era completamente dimenticata di lui.
Esausto si diresse a casa, salutò la moglie, le consegnò i tortellini, ma decise di andare subito a dormire : voleva dimenticare quella giornata. Era talmente stanco che lasciò i vestiti per terra, vicino al letto e s’infilò sotto le coperte.
Daniela lo raggiunse poco dopo e notando gli abiti, li prese per metterli nel cesto dei panni sporchi.
Samuele dormiva come un angioletto e non immaginava che al mattino avrebbe rimpianto le piccole sfortune della giornata appena terminata.

Daniela.
“Dov’è andato a comprare i tortellini? E’ passata un’ora e ancora non si vede”. Daniela stava aspettando il marito, per preparare la cena. Samuele arrivò poco dopo, ma preferì andare direttamente a letto, così le toccò mangiare da sola. “Uffa, è sempre così strano e stanco. Lavora troppo e poi tutte quelle birre gli stanno facendo venire la pancia. Belli i tempi in cui aveva il fisico atletico, era sempre allegro e pieno di iniziativa. Se l’avessi saputo … Vabbé, passiamoci sopra, dopo la sorpresa di oggi…”
Quella mattina aveva insistito tanto perché il marito tenesse chiusa l’officina per un giorno, solo per accompagnarla dal dentista e lui, certo, l’aveva assecondata, ma le aveva tenuto il muso per tutto il tempo.
“Visita dal dentista più marito scorbutico uguale bisogno di rilassarsi! Ora lo mollo e me ne vado da Enzo a farmi la messa in piega. E pagherà lui! “ Aveva pensato, dopo la mattinata che aveva passato.
Mentre era sulla poltroncina del parrucchiere,controllava di continuo la porta del Bar Collo, dove sapeva che il marito andava appena aveva un momento libero. “Strano, ormai sono qui da un po’, ma lui non si vede. Che fine avrà fatto?”.
Mezz’ora dopo trasalì vedendolo entrare nel bar con una shopper di Furla “O mio Dio! Non ci credo! Si sarà accorto che ci sono rimasta male questa mattina e per farsi perdonare mi ha comprato un regalo. E che regalo! Non resisto, devo vedere cos’è!”
Uscì di corsa , come una pazza, e ancora con i bigodini in testa, raggiunse il marito, che le diede il regalo. “Povero, guarda che faccia, gli ho rovinato la sorpresa! Poco importa,questo è il regalo più bello che mi abbia mai fatto!Per una volta non ha badato a spese!” Ringraziato il marito, tornó a farsi bella, senza preoccuparsi più di lui, sicura che sarebbe rimasto tutto resto del giorno con gli amici. Guardó il cellulare, che era senza suoneria : 2 chiamate e 3 messaggi, che non lesse. Sbuffó e lo mise in borsa.
Verso le 17 uscì dal negozio del parrucchiere, tutta soddisfatta, tornó a casa e si mise a lavorare un po’ al suo ultimo dipinto, che raffigurava loro due il giorno delle nozze. Ci stava lavorando di nascosto da settimane, per terminarlo in tempo per il loro trentesimo anniversario. Aveva pensato a lungo se fosse il regalo adatto : si sentiva diversa dalla giovane sposina vestita di bianco che guardava nelle foto per trovare l’ispirazione. “Chissà se gli piacerà… Non sembriamo neppure noi …Io non sembro più io…O insomma, è il pensiero che conta! E poi è la prima volta che gli regalo una mia opera,sicuramente l’apprezzerà”
Venne distratta dalla suoneria del cellulare “Ancora?Basta per favore!Tanto non ti rispondo,non lo farò mai più!” poi vide l’ora “Ma dov’è Samuele? Sono le 7… Lo chiamerò e gli dirò di prendere dei tortellini, ho proprio voglia di un brodo caldo. ”
Dopo cena, aveva pensato di raggiungere subito il marito a letto, ma, entrata in camera, aveva notato i vestiti lasciati sul pavimento. “È sempre il solito egoista!Sparisce tutto il giorno, mi lascia sola a cena e mi fa sistemare pure i suoi vestiti sporchi!E poi si lamenta delle spese! Crede forse che regalandomi una borsa, mi dimentichi del resto?”
Prese i vestiti e nel metterli nel cesto dei panni sporchi, notò un bigliettino scritto a mano.
Tornò in camera e prese il cellulare, che indicava altri 2 messaggi. Finalmente richiamò quel numero, ma non ottenne risposta.

Maria

Maria aveva finito il turno in tabaccheria e stava aspettando Samuele davanti alla vetrina. Notò la propria immagine confusamente riflessa tra orecchini e confezioni regalo di sigari esposti, “40…iniziano a essere tanti, anche se me ne sento 20 di meno.”
Non aveva figli, non aveva mai avuto un marito, ma tanti amanti sì. Un clichè : bella, libera e circondata da uomini. Samuele era solo uno dei tanti, ma la faceva ridere, quindi aveva deciso di dedicargli un po’ più di attenzioni e soprattutto lo aveva scelto nella rosa dei suoi pretendenti per quella giornata particolare.
Quando il giorno prima l’aveva informato del suo compleanno, gli aveva scritto su un biglietto che avrebbe voluto passare la giornata con lui, ma con sua grande delusione, lui aveva declinato l’invito, perché doveva accompagnare la moglie dal dentista. Le aveva promesso che sarebbe passato da casa sua prima di cena, ma mezz’ora prima di vedersi, l’aveva chiamata per proporle un aperitivo : “Ancora meno tempo per stare insieme…spero almeno che offra lui e che mi abbia preso un regalo! Avrei dovuto scegliere Andrea…anzi ora sento se per cena è libero…”
Quando Samuele arrivò all’appuntamento, la fece salire in macchina, perché era rischioso rimanere in quella zona di Pisa, con la moglie in giro. “Questi mariti sono proprio dei vigliacchi…” pensó.
Seduti in un piccolo, ma grazioso locale, finalmente ricevette il suo regalo ” Un libro?! Si è sprecato!Glielo tirerei in testa. E poi io non leggo romanzi rosa! Avrei dovuto dirgli di regalarmi una borsa, magari di Borbonese, o meglio,di Furla…Pazienza, fingerò che mi piaccia, dopotutto l’altra sera c’è cascato…”
Chiacchierarono ancora per un po’, ma Maria era piuttosto annoiata, non vedeva l’ora di andarsene, anche perché doveva prepararsi per la cena organizzata all’ultimo momento. Poi finalmente Samuele disse che si stava facendo tardi e si alzò dalla sedia.
“Ma cosa fa?” pensò mentre erano alla cassa ” sembra che il bancomat pesi una tonnellata! Non si aspetterà mica che paghi io? Patetico! Da domani tornerò ad essere solo la sua tabaccaia, altro che la < sua Pucci> , che tra l’altro non si puó sentire!” Con la scusa di andare a rifarsi il trucco, Maria si allontanò per qualche minuto. Al suo ritorno, lui le comunicò che doveva scappare e lei si sentì sollevata. Si salutarono affettuosamente e gli infilò un nuovo biglietto nella tasca della giacca e con la mente era già insieme ad Andrea.

Andrea

“Un messaggio, che si sia decisa? ” Andrea aveva passato tutta la giornata di ferie sul divano e questo non lo aveva aiutato a togliersela dalla testa. “E’ Maria…vuole che vada a cena da lei, è il suo compleanno. Aspetto ancora una mezz’ora prima di risponderle . Io ci spero ancora…” Aveva frequentato assiduamente la tabaccaia l’estate prima, poi improvvisamente Maria aveva limitato le uscite. Per lui non era stato un problema, aveva 30 anni, era molto corteggiato e gli piaceva uscire con gli amici. O almeno, così era stato finchè non si era innamorato della moglie del suo capo.
L’ aveva conosciuta un anno fa, durante il periodo di prova come meccanico. Per lui era stato un colpo di fulmine, mentre lei non lo aveva neppure preso in considerazione. Sei mesi di corteggiamento e alla fine si era arresa: per un mese tutto era stato perfetto, l’unico problema era stato conciliare le loro vite, così diverse. Poi lei aveva deciso di interrompere la loro storia, ma Andrea non poteva accettare di perderla.
Ogni tanto si svagava con Maria e si convinceva che non gliene importava più, ma giornate come quella , in cui non poteva neppure lavorare, erano le più dure e alla fine, si ritrovava a tempestarla di chiamate e mesaaggi.
“Basta, stasera andrò da Maria. Tanto se non ha cambiato idea fino a ora…”
Arrivò intorno alle 21,30, la donna aprì la porta e lo accolse porgendogli un bicchiere di vino rosso.
“Adesso devo rilassarmi e godermi la serata” pensò, notando che Maria non aveva per nulla l’aria di una quarantenne.
Ma, nonostante l’intenzione di distrarsi, durante la cena era distratto e guardava continuamente il cellulare, cercando di non farsi vedere, mentre lei lo riempiva di complimenti, con lo scopo di continuare i festeggiamenti anche dopocena.”Non sono molto di compagnia, finisco il dolce e la saluto” Si era reso conto che non era il caso di prendersi giro né, tantomeno, di prendere in giro Maria. “Oh, una chiamata non risposta … Accidenti, è lei!”
Era molto agitato : erano settimane che non riceveva risposta, “Deve essere successo qualcosa, devo richiamarla subito!” Si scusó con Maria, le disse che si era dimenticato di avere un impegno dopo cena e se ne andò.
Quando fu in macchina, compose per l’ennesima volta, quel giorno, il numero e, lfinalmente, lei rispose.

1 thought on “Il Quadrivio

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      Il QUADRIVIO declina il tempo al passato, ma ci starebbe bene anche in questo caso l’uso del presente continuativo. Troppa realtà tutta insieme, forse manca un colpo di scena originale, che desta il lettore. Avrei anche dato un carattere ad Andrea di eterno indeciso o di GranBastardo, ancora più accentuato. Bello il finale aperto “lei finalmente rispose”